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Portapenna Taglieri Tagliacarte

Portapenna

Sculture in legno prodotte a mano da Franco Floris a Teulada in Sardegna.

Sculture scolpite dal legno tipico sardo.
Model: Glider
Model: Howler
Model: Boomer
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Riguardo il portapenna

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Riguardo i taglieri

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Riguardo ai tagliacarte

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Floris Franco

CHI E’FLORIS FRANCO E’ COSA PRODUCE?

Sono un essere umano carico di infinita passione per la grande materia prima che e’il legno .Da bambino costruivo con la ferula, canna, oleandro vari oggettini. A 12 anni (nel 1950 ) finite le scuole elementari, mio padre mi disse : “Franco che mestiere vuoi imparare ? “ la domanda fu’ a sorpresa,non c’erano dubbi:” il “ falegname! Esclamai.” con chi vuoi andare? “ con Maistu Ginu “ (dissi). E sorvolando I tempi burocratici della “ cassa integrazione in deroga”, il giorno dopo dei contatti tra mio padre e maistu ginu ,iniziai a imparare il mestiere di falegname, aviandomi da una falegnameria all’altra,sorpassando decenni di vita sino al 2015, credendo e cercando di imparare sempre. Un mestiere non si finisce mai di imparare. Con maistu ginu rimasi 6 mesi,perche’ da vallermosa si trasferi’ con la famiglia a villacidro paese d’origine.

Di Maistu Ginu ricordo,voleva che imparassi musica, perche’ quando fischiettavo ero intonato, lui suonava la fisarmonica ; riusci’ a conoscere I 4 spazi e I 5 righi nel pentagramma. Un altro ricordo e’ quello,quando ci faceva levigare il legno completamente a mano con la carta vetrata,ci diceva di levigare tanto fino a quando si sentiva forte l’odore dell’ aglio. Con il tempo avevo capito che l’odore non sarebbe comparso,ma voleva significare a insistere nella levigatura ,la quale e’ l’ultima lavorazione prima della verniciatura.Quando vado a villacidro per portare I fiori nella tomba di mio fratello,qualche fiore resta anche per la tomba di maistu ginu. Il primo amore non si scorda mai.

Subito dopo qualche giorno andai da un altro falegname, sempre a Vallermosa. Ci rimasi 3 anni , imparai la costruzione di porte e finestre,tutto fatto a mano,le macchine a Vallermosa non esistevano. Alfredo era un giovane artigiano sui 25 anni,allegro e pieno di fantasia, persona amichevole.
Capitava spesso che dopo pranzo invece di riprendere il lavoro ci portava al campo sportivo per una partita di calcio che facevamo con qualche palla di gomma o qualche pallone ovalizzato.
Dopo la partita si rientrava a “buttega” e alfredo come sempre si beccava la rinfacciata della madre.

Spesso quando andava a Cagliari per le compere di materiali, portava con se’ un apprendista, ci offri’ pranzo, il gelato da marcello e al lido del poeto di cagliari passeggiata in pedalo,(1953).
Il festival di sanremo lo seguivamo alla radio a casa di alfredo e data l’ora tarda coricavamo da lui,eravamo 3 apprendisti.

Dopo I 6 mesi con maistu ginu e I 3 anni con alfredo, mio padre per approfondire le mie conoscenze di falegnameria mi fece andare a domusnovas distante da vallermosa 16km .
Maistu rubiu lavorava in miniera come falegname ma aveva una falegnameria a domusnovas,c’erano delle macchine e qualche legno preggiato. A domusnovas maistu rubiu lavorava al rientro dalla miniera. A me lasciava tutto il lavoro a mano. Si lavorava dalle 5 del mattino sino alle 23.
Era un inferno.Sofrivo oltre la stanchezza per il molto lavoro,anche la fame e la nostalgia.Andavo a vallermosa ogni 15 giorni,l’unica paga erano 300 lire per il viaggio .Il calvario duro’solo un anno, perche’ maistu rubiu con la famiglia si trasferi’in piemonte.

Un bel ricordo di maistu rubiu e’ quello dell’incastro a coda di rondine che praticavo completamente a mano per l’assemblagio delle casse e cofanetti intagliati, intaglio molto bello eseguito da maistu rubiu. Mio padre non rimase con le mani in mano,e in un batter d’occhio mi trovo’ un altro falegname a calasetta tramite un amico che lavorava con lui.
Era il mese d’ottobre del 1955 che mi trasferivo a calasetta.Un paese di meraviglie. Calasetta mi ripago’ le sofferenze di domusnovas. Intanto si lavorava meno,dalle 8 alle 13, e dalle 15 alle 20,rarissimo di domenica .
La falegnameria era di un pugliese sg.Antonio castrignano’,con diversi operai e diverse macchine, si lavoravano molti legni preggiati. Ebbi la prima paga dopo 5 anni, £12.000 mensili,ma ne pagavo £12.000 per la pensione,dopo 2 anni la paga fu di £15.000,ma anche la pensione aumento a £15.000.
Mio padre non voleva che rimanessi a Calasetta,all’ora sign.Antonio sistemo’ una cameretta nel cortile della falegnameria ,migliorando la situazione. Rimasi a Calasetta per 10 anni sino ad agosto 1965. Negli ultimi due anni con un amico feci societa’ iscrivendomi alla camera di commercio.
Nell agosto dell’1965 mi trasferi’ a Teulada e impiantai subito la falegnameria in un locale preso in affitto.Ma da subito feci un progetto con mutuo regionale e nel 1970 mi trasferivo nella mia falegnameria.

Nel 1998 stanco di essere artigiano per le continue difficolta’ da superare a causa dell’eta’che non soportava le esigenze della clientela diventata piu’ padrona e difidente,se poi ci mettiamo dentro le istituzioni con tasse imposte, faciamo il pieno.Quindi, cessazione cancellazione alla camera di commercio di Cagliari.
Da quel periodo del 1998 fini’ l’attivita’ di artigiano’ con partita iva, per dedicarmi a diverse creazioni in legno sardo e diventare artigiano hobbista. Gia’ prima di cancellarmi creavo qualche oggetto in legno sardo e fui invitato dalla prolocco ,poi ancora inviti alle iniziative culturali,sagre anche fuori dal territorio,e per diversi anni alla fiera natale di cagliari. In tutti questi anni dal 1950 ad oggi ho imparato qualcosa dai miei maestri,mi hanno dato tanto,per loro e’ stato facile farmi capire .
Al loro insegnamento con l’aggiunta della passione fuoriescono idee e fantasie,per dimostrare agli attenti e curiosi visitatori (nonche’molti amanti e studiosi) quanta cura per far notare colori,forme e disegni di questa importante materia utile all’uomo che e’il legno. Per realizzare questi piccoli oggetti uso il legno del mio territorio (macchia mediterranea) sono circa 50 quelli elencati nel titolo del sito. Sono legni da recupero,commerciabili solo per il riscaldamento, sono ben lontani dal legno squadrato dalle rivendite fai da te.
Certi legni proprio I piu’ belli per le forme e I colori necessitano piu’ lavoro,che sono : l’alaterno,la ginestra ,il rosmarino,il cisto e le ceppaie con tutte le radici.
Tutti I legni freschi che compro vanno subito scortecciati e una prima sterilizazione,cosi’anche ai legni secchi,i quali possono essere lavorati da subito asportando le parti guaste,e rispettando le forme naturali del perimetro del troncheto. Mi immedesimo di avere tra le mani un pezzo gia’segato a misura di un portapenne in legno alaterno’ o ginestra,dopo avere fatto I bucchi per le penne vado a sgrezzare con sgorbie, punteruoli, raspe ,scalpelli; dopo si passa alle piccole incollature e stuccature;essicato lo stucco si fa la lavorazione della carteggiatura.
Ricordate Maistu Ginu? Sino all’odore dell’aglio. Dopo una mano di antitarlo,spolverare e dare la prima mano di vernice a spruzzo,dopo un altro controllo ripetere qualche stuccatura,nuova carteggiatura con spolveratura e se basta un'altra mano di vernice,su certi legni come l’alaterno anche una terza mano. A questo punto non resta che mettere il portapenne in vetrina per essere osservato,giudicato,e anche acquistato. Sono certo che se questi oggetti fossero realizzati da un operaio assicurato,il valore sarebbe triplicato. Essendo un hobbista il divertimento nel realizzarli e’ assicurato.

A tutti voi grazie floris franco